Le due finali della SBL Cup hanno mantenuto tutte le promesse domenica a Montreux. Nella finale maschile, Friborgo e Ginevra erano in perfetta parità (77-77) a due minuti dalla fine, prima che Olympic si imponesse per 87-77. Nel primo incontro del pomeriggio, le giocatrici di Friborgo e Nyon erano sul 93-93 a 2’30 dalla sirena finale, prima che Elfic vincesse 99-93.
«Questo trofeo conferma cinque o sei mesi di lavoro!» La soddisfazione di Bryan Colon dopo la vittoria è legata anche allo scenario incerto della partita: «Ce lo meritiamo, non abbiamo mai mollato quando eravamo a –7. Abbiamo un gruppo incredibile, remiamo tutti nella stessa direzione, ed è una cosa rara», ha dichiarato il giocatore di Fribourg Olympic. Davanti a oltre 1’500 spettatori e a tifosi di entrambe le squadre molto calorosi, Friborgo ha preso il comando all’inizio del match, prima di subire il ritorno dei Lions. Negli ultimi due minuti, «la combattività di Friborgo, la profondità della panchina e l’uscita per cinque falli di tre dei nostri giocatori chiave» hanno fatto la differenza, secondo l’allenatore ginevrino Patrick Pembele. «Grande delusione» per il capitano di Ginevra Noé Anabir. Nel finale, il tecnico friborghese Thibaut Petit ha anche sorpreso con una difesa a zona: «Non l’abbiamo mai allenata! Ci mancava concentrazione difensiva, dovevamo ritrovare un’energia collettiva e questa difesa ci ha aiutato a farlo», assicura il tecnico belga. «Questo Final Four non è solo una partita, ma otto quarti da gestire per arrivare alla fine con una certa freschezza. Un grande applauso a tutti i miei giocatori, che hanno saputo mettere da parte il loro ego per il bene del gruppo», si congratula Thibaut Petit, facendo riferimento in particolare alla presenza di Aloïs Leyrolles nel quintetto iniziale e all’ingresso di Massimiliano Dell’Acqua nel finale.
Nonostante Elfic abbia avuto fino a 20 punti di vantaggio nella finale femminile contro Nyon, la partita si è decisa solo negli ultimi due minuti. «Era importante vincere di nuovo questo titolo. Nyon non ha mai mollato, avremmo dovuto chiudere la partita molto prima, forse è segno della nostra poca esperienza in una finale. Ma sono molto felice di aver vinto questo trofeo, era importante per lasciare il segno», si rallegra l’allenatore vallesano di Friborgo Romain Gaspoz, che assicura di aver «rimesso la chiesa al centro del villaggio di Evolène». «Alla fine della scorsa stagione eravamo molto in basso, e quest’anno vogliamo riconquistare tutto: questa è la nostra mentalità», conferma Julija Matic. Elfic ha potuto contare in particolare sulle sue straniere: 34 punti di Koi Love e 24 di Nia Clouden. A Nyon, priva della sua miglior marcatrice Frida Formann, infortunata, è stata la capitana Laure Margot a distinguersi in attacco con 31 punti. «Abbiamo le risorse per rientrare in partita, forse ci è mancata un po’ di lucidità nel finale», analizza l’allenatore vodese Loan Morand. «Il nostro primo tempo ci è costato caro», aggiunge Laure Margot. Le due squadre si ritroveranno presto per una rivincita, nella semifinale della Coppa Svizzera alla fine del mese.